realsports.it ha scritto:Coppa d'Africa: morti 3 dirigenti, Togo lascia
Sale a tre il bilancio dei morti nell'agguato di ieri alla nazionale di calcio del Togo, e le altre due vittime oltre all'autista angolano sono l'allenatore aggiunto e l'addetto stampa della nazionale togolese: lo hanno precisato fonti della Confederazione africana di calcio, presenti a Cabinda.
Secondo quanto riferito da Agassa, portiere titolare della nazionale, ad essere trasferito in Sudafrica è il secondo portiere Kodjovi Obilalé, uno dei due giocatori feriti ieri sera. Obilalé è stato colpito da un proiettile ai reni. "E' piuttosto grave - ha detto Agassa parlando con la radio francese France Info - lo porteranno in Sudafrica.
Il governo del Togo, comunque, ha richiamato in patria la nazionale. A rendere nota la decisione del governo togolese è stato il ministro dell'amministrazione territoriale, nonché portavoce del governo stesso, Pascal Bodjona. Alcuni giocatori del Togo si erano già espressi a favore del ritiro della squadra dalla Coppa d'Africa di calcio la cui partita inaugurale, Angola-Mali, è in programma domani a Luanda.
"Il governo del Togo ha deciso di richiamare la squadra. In queste circostanze drammatiche non possiamo continuare la competizione della Coppa d'Africa. E' una decisione necessaria perché i giocatori sono sotto shock".
La Fifa, intanto, non intende per ora fare alcun commento diretto sulle eventuali ripercussioni sulla Coppa del mondo in Sudafrica dopo l'attacco subito ieri la nazionale del Togo in Congo, in preparazione della coppa d'Africa che si svolgerà in Angola. E intanto ha chiesto alla Confederazione africana un rapporto completo e dettagliato su quanto avvenuto.
Stamattina mi sono chiesto cosa si deve fare in questi frangenti, mi sono chiesto se è giusto andare avanti come se nulla o poco fosse accaduto, mi sono chiesto se noi per primi possiamo mandare un messaggio in qualche modo, poi mi hanno fatto riflettere queste parole lette sulla Gazzeetta dello Sport in un articolo: "Ma lo sport deve servire anche a questo, a far capire ai guerriglieri che nessuno può fermare la vita, che lo sport è vita, è gioia, è voglia di sfidarsi seguendo regole ben precise"
Ebbene credo che sia vero, credo che in un Paese che si appoggia ad una competizione per rinascere, per riaffacciarsi al Mondo la decisione di andare avanti sia inevitabile; da parte nostra altrettanto corretto spendere due parole per tre vite, altre tre vite, che se ne sono andate semplicemente facendo il loro lavoro e che con il loro lavoro contribuivano in quel mondo chiamato CALCIO..