Chiedo preventivamente scusa per la lunghezza del post, ma nessuno vi obbliga a leggerlo
Vicenda, a parer mio, gestita non male, ma malissimo dal
Milan che comportandosi come avrebbe fatto qualunque società "normale" (ovvero ponderando (cit) un'offerta importante per il suo migliore giocatore) ha visto crollare come un castello di carte 20 e più anni di retorica, di "
Milan come grande famiglia" e di "campioni incedibili".
Essersi seduti ad un tavolo con gli emissari del MCFC e non aver detto loro "siamo lusingati, ma l'offerta non ci interessa, Kakà è sotto contratto con noi e finchè quel contratto sarà valido non lo vendiamo" è stato uno sbaglio capitale. Hanno di fatto appiccicato alla schiena del loro fenomeno un cartellino con il prezzo, prezzo che ovviamente il mecenate arabo non ha avuto nessun problema a considerare congruo...
Questo ha distrutto le certezze dei tifosi (che non per niente oggi hanno contestato per la prima voltà in maniera veemente il loro presidente) e in qualche modo (ammesso che sia vero) ha leso anche la fiducia di Kakà, catapultato in un istante dallo status di "bandiera" a quello di "gagliardetto" (cit) cedibile al migliore offerente.
Il brasiliano al contrario si è comportato in maniera molto "furba". Non credo per un solo istante che non sapesse cosa stesse succedendo in via Turati, nonostante questo ha dichiarato, come se nulla fosse, mezzo stampa, il suo sogno di invecchiare nel
Milan e di diventarne il futuro capitano abbagliando così i tifosi, lesti a sposarne la causa e a versare curaro sulla società. Quello che non ha fatto è informare i suoi dirigenti e gli uomini dello sceicco che intendeva onorare il contratto con i rossoneri fregandosene delle loro faraoniche offerte. Tanto sarebbe bastato a trasformare la trattativa del secolo in una tediosa riunione per decidere il futuro di Dida.
Dal canto suo oggi la società, per voce del suo numero uno ha fatto sapere che "è difficile trattenere un giocatore che andrà a guadagnare uno stipendio che il
Milan non si può (o non si vuole-ndH) permettere" facendo capire, in maniera neanche troppo velata, che Kakà sarebbe ben disposto a trasferirsi nella grigia Manchester per 15 milioni di euro e "spiccioli" all'anno.
Cercare di scovare dove sta la verità, ovvero se Kakà è stato "scaricato" o se è lui a volersene andare, è un esercizio di pura forma come cercare di stabilire se è nato prima l'uovo o la gallina... probabilmente l'unica verità è che questo affare piace a tutte le parti in causa, anche se, per opportunità e per facciata, nessuno lo può ammettere.
A questo punto la storia di biforca in un bivio.
Kakà resta al Milan.Lo strappo (vero o presunto) fra la società e il brasiliano si ricuce, Kakà dichiara pubblicamente di voler restare al
Milan. Problema: ora Kakà ha un prezzo di fronte al quale il
Milan è disposto a trattare ( e uno stipendio oltre al quale non può andare). A giugno non tarderanno a farsi sentire nuove sirene provenienti da contesti ben più allettanti (nel senso sportivo del termine) e basati su fondamenta un minimo più solide (leggasi Real e Chelsea) rispetto a quello che per ora è solo un bellissimo progetto sulla carta. Il
Milan e Kakà sapranno ancora resistere a questi attacchi oppure a quel punto la cessione diventerà inevitabile?
Kakà lascia il Milan.Rifondazione. Se Kakà lascia il
Milan questa sarà la parola d'ordine in casa rossonera... Problema: si rifonda con i soldi della cessione di Kakà?
La risposta è sì, ma solo se si è molto bravi. Tralasciando i rumors che vorrebbero una grande fetta dei petrodollari del MCFC utilizzati per risanare i debiti del
Milan, i dirigenti rossoneri si troveranno in sede di calcio mercato in una posizione scomodissima: quella di polli da spennare (all'emiro frega niente di spendere 10 milioni in più per un giocatore che desidera, a Galliani qualcosa di più interessa...); sarà inevitabile che, appena il
Milan busserà alle porte dei club con i quali desidera trattare degli acquisti, i prezzi dei giocatori saliranno alle stelle, rendendo se non impossibile, sicuramente più complicata la "rifondazione". A margine è bene ricordare che ricostruire una squadra è un'operazione che richiede grande abilità: bisogna individuare i giocatori giusti e sperare che abbiano un rendimento ottimale fin dall'inizio, altrimentri gli 80000 di San Siro ci metteranno un attimo a criticare la loro dirigenza ed inneggiare al campione perduto.
Il mio parere in tutto questo è che, nonostante le insidie a cui ho accennato (svalutazione del denaro e rischi naturali di un'operazione di rinnovo), il
Milan debba accettare l'offerta degli inglesi (come pare abbia già fatto se è vero, come ho sentito ieri, che i book d'Oltremanica quotano il passaggio di Kakà al City a livelli irrisori) perchè ricostruire attorno a Kakà è a mio modo di vedere impossibile, vista quella che è l'attuale rosa rossonera. Per spendere occorrono quattrini e i quattrini si possono ottenere in tre modi: avendo un mecenate alle spalle che copre tutte le spese in eccesso (cosa che il presidente non sembra più volere fare), introitare qualcosa da sponsor e risultati internazionali (nota dolente di quest'anno rossonero), vendere parte del tuo parco giocatori per monetizzare.
Il
Milan allo stato attuale necessita di almeno 4/5 innesti di valore assoluto (magari non i migliori del mondo, ma gente capace di spostare gli equilibri) e stando così le cose deve gioco-forza attingere dal suo attuale organico. I nomi spendibili sul mercato non sono molti e certamente il primo della lista è quello di Kakà...