Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio : Discussioni varie - 2

   
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Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda dartagnan » 21/06/2009, 16:05

Questo lo presento con una frase dei tifosi della Roma dove ha lasciato un gran bel ricordo... :lol: :lol:

"La colpa non è sua, ma di chi lo ha comprato. Giocatore a fine carriera venuto a Roma per il prepensionamento. Di lui ricorderemo solo la capigliatura, quantomeno bizzarra". :assurdox:

Avete capito di chi si tratta?...Eccolo...
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:lol: :lol: :lol:

Chi è:Abel Luís da Silva Costa Xavier (Nampula, Mozambico, 30 novembre 1972), ex giocatore di Bari e Roma, che si è sempre fatto segnalare per la poca originalità sul campo ed anche nell'assidua imitazione dell’acconciatura del fotomodello indiano Satya Oblet.

Il Bari, che non vive una situazione felice, pensa di fare un acquisto importante per il suo centrocampo, ma l'esperienza nei "galletti" non è quella prevista: Protti è capocannoniere, ma Abel Xavier fa 8 presenze.

E' stato capace di generare il caos anche in Nazionale, dove nella semifinale dei Campionati Europei tra Francia e Portogallo, durante gli ultimi minuti dei tempi supplementari è autore di un fallo di mano volontario sulla linea di porta con un riflesso da vero portiere. Risultato: eliminazione dal torneo e 9 mesi di squalifica per Xavier che si sbatte con rabbia contro l'arbitro per dichiarare la sua innocenza. :lol:

Dal 31 Gennaio 2005 è della Roma: contratto di 6 mesi, a gettone. Il neo acquisto, durante la sua presentazione alla stampa, ha voluto precisare di non essere arrivato in prova: "I provini li ho fatti ad 8 anni". Si distinguerà nella Capitale per il look e per una lentezza clamorosa nel gioco durante le sole 3 presenze in giallorosso. Ovvio che il rapporto con i capitolini non dura più a lungo e si pensa ad un ritiro del portoghese in altri ambiti, ma si fa avanti il Middlesbrough che doveva sostituire l'olandese Reiziger, ceduto al PSV Eindhoven. Dal Luglio 2007 milita nei Los Angeles Galaxy, squadra in cui gioca anche David Beckham, ma dall'arrivo di Ruud Gullit non gode più di spazi e non viene rinnovato l'accordo.

Ma i suoi capelli verranno ricordati ancora a lungo... :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda dartagnan » 21/06/2009, 16:09

jamesmay ha scritto:....cosa dire di Sergio Zarate?? :lol: :lol:
Sergio Fabián Zárate Riga, Nella stagione 1992-1993 ha giocato in Serie A nell'Ancona, segnando 2 reti (le uniche) al Foggia di Zdeněk Zeman. Durante il suo soggiorno italiano, è divenuto famoso grazie alla presa in giro della Gialappa's Band per un suo autogol.Da giocatore veniva soprannominato El Raton (il topone, in spagnolo) per la sua scaltrezza. Fu preso di mira dalla Gialappa's per le sue prestazioni in campo; inoltre fu accostato a Paolo Belli ed Alvaro Vitali per somiglianze fisiche e di mimica facciale.
Arrivo' all' Ancona dal Norimberga nel 1992.A fine stagione tornò nello stesso team,per poi in seguito passare all'Amburgo.
Ora è famoso per essere il procuratore del celebre fratello,Mauro Zarate,bomber biancoceleste.
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..in effetti il soprannone Paolo Belli Zarate,ci stava tuttto..... :lol:


:lol: :lol: :lol:

Un giornalista di un quotidiano sportivo scrisse un’editoriale che conteneva questo lapidario commento: «Se il calcio si giocasse senza palla, Zarate sarebbe il miglior giocatore del mondo». Indiscutibile. In seguito, nel corso di un’intervista rievocò la sua esperienza italiana: «All’Ancona andò male, ma è stata comunque una grande lezione».
Da non ripetere, ovviamente. :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda jamesmay » 21/06/2009, 23:02

Abitando a Genova,posso essere molto preciso su "stelle" passate da queste parti...
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Roy Lassiter
E' il novembre 1996,il Genoa,fallita la promozione nella massima serie,decide di cedere il bomber Montella ai cugini.Spinelli pensa bene di sostituirlo facendo arrivare in Italia – dopo Alexi Lalas a Padova – un’altro americano. Questo yankee risponde al nome di Roy Lassiter, un bomber di colore che segna caterve di gol negli USA col Tampa Bay, una delle principali stelle della Nazionale statunitense.il 25 Gennaio 1992 debuttò con la Nazionale americana, nella gara poi persa per 1-0 contro la Russia.In seguito al divorzio dei genitori, prende una cattiva strada: viene infatti arrestato prima per aver falsificato alcune carte di credito e poi perché accusato di furto con scasso.Dpo una parentesi in Costarica,torna negli USA segna una caterva di gol(...).Con un curriculum di tutto rispetto,viene comprato dal Genoa,contratto di 6 mesi ed un milione di Euro nelle casse della Major League. Ma al momento di prendere l’aereo per il capoluogo ligure, sembra che venne addirittura arrestato dall’antidroga americana per spaccio di stupefacenti..
Esordisce il 24 Novembre 1996 in un Genoa-Chievo 1-1, mezz’ora senza combinare un granché; giocherà ancora il 5 Gennaio 1997, altra mezz’ora in Genoa-Foggia 0-1.In verità un gol riuscì a segnarlo:Era il 1 Dicembre 1996 ed al “Patini” di Castel di Sangro – contro la formazione locale – Lassiter, con una conclusione in rovesciata, segnò il gol del vantaggio. Purtroppo però, proprio quando si pensava che l’americano si fosse finalmente sbloccato, sulla piccola cittadina abruzzese si abbatté una vera bufera di neve, e l’arbitro fu costretto a sospendere la partita. Con il risultato che la sua rete fu invalidata. :lol: :lol: Tutto qui.due (disastrose) prestazioni dopo essersi allenato solo per un quarto d’ora in tutto. Relegato ai margini della squadra, tornerà dopo pochi mesi nella sua America, dove era ancora apprezzato. La leggenda racconta che sia tornato negli USA come clandestino nella stiva di un portacontainer, e che addirittura sia tuttora in prigione, soprattutto per evitare l’ira dei dirigenti del Grifone... :lol: :lol: :lol:
Memorabili,però i titoli dei giornai..
AL suo arrivo dichiarò:(Guerin Sportivo)"Dove ho giocato ho sempre segnato parecchio e non intendo fermarmi proprio ora".
Nel giorno della sua partenza il Secolo XIX(quotidiano genovese) scrisse:Torna a casa Lassiter! :lol: :lol:

Io ho di lui un vago vaghissimo ricordo...i tifosi genoani pero' lo ricordano con molto affetto.... :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda dartagnan » 22/06/2009, 9:16

Anche i "cugini" milanisti possono contare su qualche incauto acquisto che non ha rispettato le attese...

Estate 2007 Sheva e signora (più la signora...e che signora...) decidono che è arrivata l'ora di far imparare l'inglese ai pargoli traferendosi al Chelsea dell'amico Roman,dopo i saluti del caso, il duetto Galliani-Braida si mette alla ricerca del degno sostituto di Sheva.
Eccolo il vero colpo (al cuore) per i tifosi rossoneri,il brasiliano Ricardo Oliveira

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Sconosciuto ai più pur se reduce da discrete stagioni a suon di gol tra il Brasile e la Spagna, con all’attivo 3 reti in 11 gare con la Nazionale carioca. Prezzo dell’operazione: ben 17 milioni di Euro, più il cartellino dello svizzero Vogel come contropartita tecnica. Cifra peraltro concordata solo al termine di un’intensa trattativa con il club spagnolo. Giunto all’aeroporto di Milano, Oliveira si limita a dire le solite frasi di circostanza: «Sono contento di essere stato ingaggiato da un club così importante come il Milan». Ma davvero? I 17 milioni versati per assicurarsi le sue prestazioni sono una cifretta niente male, ma neanche troppo sostanziosa se fosse riuscito a sostituire degnamente l’indimenticabile ucraino: un compito ingrato, certo, ma che Oliveira non sarà neanche lontanamente in grado di sostenere. Eppure si presentò bene: in campo, nelle amichevoli estive, dava una buona impressione di sé. Una punta dal discreto bagaglio tecnico, con tanto di dribbling funambolico, buon colpo di testa e ottima velocità: insomma, un giocatore completo. L’esordio è promettente: alla prima giornata di campionato va subito a segno, di testa, contro la Lazio. E’ il 9 Settembre 2006 e molti pregustano già un’esplosione del brasiliano, convinti che sia un vero bomber di razza.
Dovranno ricredersi: a quel fulmineo gol ne seguiranno appena altri due (contro Udinese e Siena).
Non che giochi poco, anzi: Oliveira gioca spesso e volentieri, anche dal primo minuto – vista la persistente indisponibilità di Inzaghi, costantemente in preda ad infortuni e il “vuoto” lasciato da Shevchenko – ma non risulta affatto incisivo.
Il centravanti brasiliano, nonostante venga impiegato con continuità, offre prestazioni molto deludenti, sempre avulso dal gioco, assente dalle azioni principali, quasi un corpo estraneo dello scacchiere rossonero in mezzo al campo. E’ rimasto nel ricordo dei supporter italiani più che altro per la triste vicenda che ha visto coinvolta la sorella, Maria De Lourdes Silva De Oliveira, che il 4 Ottobre 2006 fu rapita da alcuni banditi incappucciati a San Paolo. Per fortuna, questo episodio si concluderà felicemente con la sua liberazione il 12 Marzo 2007. Per la famiglia Oliveira un grande sollievo, ma per le prestazioni di Ricardo nel campionato italiano è troppo tardi. Tre reti in campionato, più due in Coppa Italia: questo il suo scarno bottino. Tra l’altro, pur essendo stabilmente presente in prima squadra, quei pochi momenti di assenza coincidono con il periodo migliore del Milan. Infatti, Oliveira non fa parte delle formazione che conquista la Champion’s League ad Atene; non figura neanche in panchina. Pertanto, al termine della stagione, nel Giugno 2007 la Società rossonera decide di non concedergli un’altra chance e lo manda in prestito al Real Saragozza per 2 milioni di Euro, con diritto di riscatto fissato a 10. «Ci abbiamo rimesso, ma è stato meglio così» – sarà stato il pensiero di Galliani. Per fortuna, nel 2008 i dirigenti del Real Saragozza, nonostante la retrocessione, decisero di esercitare l’opzione di acquisto sul giocatore, versando nelle casse rossonere i 10 milioni di Euro concordati con il Milan l’estate precedente e togliendo così ai meneghini una bella “patata bollente”. E pensare che Ricardo era il favorito per completare l’attacco della rosa del Brasile per i Mondiali di Germania 2006, ma l’infortunio subito nel Novembre 2005 contro il Chelsea l’ha tenuto lontano dai campi per qualche mese e, come hanno scritto all’epoca molti giornali sportivi, “solo per questo motivo non è stato convocato”. Dopo aver visto le sue performance in quel del “Meazza”, non ne siamo così sicuri.
Il tempo poi ha confermato le nostre inscurezze...era un bidone! :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda dartagnan » 22/06/2009, 10:04

Il predecessore di Batistuta...i soprannomi per lui sono cambiati nel corso degli anni...
Prima "El Tiburon"...per i tifosi viola "Oscarone"
Poi al Cadice...i tifosi visti i considerevoli cambiamenti estetici di oscarone proposero:Mastro Lindo! :lol:


Eccolo: OSCAR ALBERTO Dertycia

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I giornali italiani ne sottolinearono le doti al momento del suo ingaggio:«In campo è una belva. Ha il naso da pugile, le guance scavate, i riccioli tempestosi. Le sue baruffe fanno epoca». :lol:
Era un calciatore dal fisico potente, non longilineo, piuttosto tarchiato, ma strutturato in modo solido e potente, aveva le cosce ipertrofiche del grande scattista ed in effetti scattava benissimo, ma sempre dalla parte opposta a quella dove Baggio gli offriva il pallone.
E una dote “Oscarone” ce l’aveva : era ‘generoso’, era uno che si dannava l’anima e che cercava di sopperire con la volontà e l’applicazione alle indubitabili carenze tecniche e questo suscitava simpatia.
Calcisticamente parlando, avesse giocato da mediano incontrista (alla Furino per intendersi) forse a forza di correre e di macinare chilometri avrebbe senz’altro portato acqua al mulino della squadra, si fosse ritagliato un ruolo di ‘tornante’ ( alla Di Livio per capirsi) probabilmente si sarebbe distinto non fosse altro per il fatto che quando perdeva palla era capace di correre in mezzo a quattro facendo il pressing come avrebbe voluto Sacchi da Van Basten che gli rispondeva come sappiamo.
Ma il centravanti non era il suo ruolo.
Non ‘vedeva la porta’, non c’era verso di fargliela inquadrare : Baggio, che in vita sua è riuscito nell’impresa di far segnare quasi tutti quegli che gli hanno giocato davanti, con lui si dovette arrendere :lol: : se lo serviva sul centro-destra Oscarone (ammesso che non stesse correndo a testa bassa nella direzione opposta) provava a fermare il pallone e poi, ammesso che vi fosse riuscito, si rivoltolava sul piede sinistro cercando di voltarsi per poi, mentre stava cadendo, tirare un tiro strozzato con lo stesso sinistro dopo aver spostato il peso sul destro : la descrizione può essere confusa , ma vi garantisco che come casino anche lui non scherzava.
Qualcuno dirà : evidentemente era un ‘mancino naturale’ uno ‘alla Maradona’ che usava solo il sinistro.
Sia chiaro che ‘Oscarone’ con Maradona l’unica cosa che aveva in comune era il passaporto, comunque qualora la scena si svolgesse sul centro-sinistra, senza voler dare alla cosa un significato politico, andava anche peggio nel senso che la scena si ripeteva pari-pari, e alla fine si portava la palla sul destro anziché sul sinistro e ciabattava un tiretto loffo-loffo che di solito usciva a lato.
Dopo queste prodezze, “Oscarone” faceva gesti da uomo perduto, sbatteva i palmi delle mani a terra, salmodiava come un ebreo al muro del pianto si prostrava strappandosi i capelli a ciocche, si mordeva le labbra e piangeva.
Tanto era forte la sua contrizione , aiutata dai cori dei tifosi viola che lo incitavano alla penitenza, che prese un forte esaurimento nervoso a seguito del quale perse tutti i capelli, che aveva lunghi e folti, ed entrò in un tal ‘cordoglio di sé medesimo’ che non vestì mai più la casacca viola.
Fu ceduto con insolita destrezza al Tenerife, squadra delle isole Canarie, e nei riflessi filmati della ‘Liga’ potemmo ammirarlo spesso con una testa lucida e liscia come una palla da biliardo segnare addirittura dei gol.
Il suo allenatore era Valdano che alla guida del Tenerife battè, con Derticya centravanti, per due anni di fila il Real all’ultima giornata consegnando altrettanti scudetti al Barcellona; alla fine al Real si stancarono e per farla finita ingaggiarono proprio Valdano come allenatore.
Valdano a Madrid si portò tanti bei ricordi dell’avventura vissuta alle Canarie, ma lasciò là il nostro ‘Oscarone’, perché a tutto c’è un limite e Derticya al Real Madrid dove avrebbe vestito la ‘camiseta’ di Di Stefano gli parve troppo, e, credo, parrebbe troppo anche a Vittorio Cecchi Gori, nonostante a certe cose non ci guardi.

Una definizione di F.Zara nel suo libro "Bidoni,l'incubo" : Dertycia - doveva mettere dentro gli assist inventati da Baggio e che invece si “intristì e perse i capelli, lui che fino a qualche mese prima avrebbe potuto fare il testimonial di uno shampoo”; :lol: :lol: :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda magicoseba » 22/06/2009, 14:36

Visto che mi provocate mi scateno. Potrei contribuire in modo imponente a questa rubrica ma per non rubare spazio agli altri, cito solo due giocatori che, per par condicio, sono uno dell'Inter ed uno del Milan. Parto con l'ottimo

CAIO RIBEIRO DECOUSSAU attaccante brasiliano che nel 1995 viene acquistato dall'inter dopo che l'anno precedente aveva vinto Supercoppa Sudamericana, Recopa sudamericana e Coppa conmebol con la maglia del San Paolo. In neroazzurro colleziona solo sei presenze con, ovviamente, zero reti. L'anno dopo, non contento, continua a giocare in Italia passando al Napoli dove gioca la bellezza di 20 partite condite da zero gol per un totale di 26 gare giocate nel nostro paese e nessuna segnatura. Nel 1997 viene rispedito nel suo paese d'origine dove continua a giocare fino a 30 anni prima di intraprendere la carriera di modello (che tristezza!!!)

A ruota segue JAVI MORENO, puntero spagnolo acquistato dal Milan nella stagione 2001-2002. Fattosi notare per la bellezza di 48 reti segnate nel campionato spagnolo in 3 stagioni di liga (una nel Numancia e 2 nell'Alaves), spinge la squadra biancazzurra fino alla finale di coppa Uefa grazie a 6 reti in 8 gare di cui 2 nella finale persa 4-3 dall'Alaves contro il Liverpool. Tanto basta ai dirigenti rossoneri per portarlo a San Siro (grazie ad un'ingente investimento) per essere ripagati dallo spagnolo con due sole reti in 16 match giocati. Nell'estate del 2002 il Milan lo smista come un pacco postale all'atletico madrid dove inizia definitivamente la sua parabola discendente


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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda jamesmay » 22/06/2009, 15:00

Angel Matute Morales

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La Gazzetta lo presentava cosi(20 luglio 1997):"La Samp affida a Morales il dopo Mancini,sulla maglia portera' il soprannome: Matute"
La maglia numero 10 sara' indossata dal centrocampista argentino " Voglio costruire qualcosa di importante, ma non caricatemi di responsabilita' "..probabilmente già conosceva il suo destino... :lol: :lol:
Portato a Genova dal mr. Menotti(famosissimo tecnico argentino della nazionale)doveva raccogliere l'eredità di Mancini passato alla Lazio.Centrocampista dai piedi buoni,con un grosso difetto:innamorato del dribbling.
Menotti ava in mente un attacco formato da Matute,Klinsmann e Montella,in teoria un attacco da urlo.
Nei pochi mesi a Genova scese in campo in Serie A per 9 volte, mettendo a segno una rete, (contro la juventus..e io c'ero :lol: :lol: )prima di essere ceduto alla squadra spagnola Merida nel mercato di riparazione.
Stessa sorte ebbe l'allenatore qualche giornata dopo.. :lol: :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda dartagnan » 22/06/2009, 21:32

magicoseba ha scritto:Visto che mi provocate mi scateno. Potrei contribuire in modo imponente a questa rubrica ma per non rubare spazio agli altri, cito solo due giocatori che, per par condicio, sono uno dell'Inter ed uno del Milan. Parto con l'ottimo

CAIO RIBEIRO DECOUSSAU attaccante brasiliano che nel 1995 viene acquistato dall'inter dopo che l'anno precedente aveva vinto Supercoppa Sudamericana, Recopa sudamericana e Coppa conmebol con la maglia del San Paolo. In neroazzurro colleziona solo sei presenze con, ovviamente, zero reti. L'anno dopo, non contento, continua a giocare in Italia passando al Napoli dove gioca la bellezza di 20 partite condite da zero gol per un totale di 26 gare giocate nel nostro paese e nessuna segnatura. Nel 1997 viene rispedito nel suo paese d'origine dove continua a giocare fino a 30 anni prima di intraprendere la carriera di modello (che tristezza!!!)

A ruota segue JAVI MORENO, puntero spagnolo acquistato dal Milan nella stagione 2001-2002. Fattosi notare per la bellezza di 48 reti segnate nel campionato spagnolo in 3 stagioni di liga (una nel Numancia e 2 nell'Alaves), spinge la squadra biancazzurra fino alla finale di coppa Uefa grazie a 6 reti in 8 gare di cui 2 nella finale persa 4-3 dall'Alaves contro il Liverpool. Tanto basta ai dirigenti rossoneri per portarlo a San Siro (grazie ad un'ingente investimento) per essere ripagati dallo spagnolo con due sole reti in 16 match giocati. Nell'estate del 2002 il Milan lo smista come un pacco postale all'atletico madrid dove inizia definitivamente la sua parabola discendente


Che fenomeni!!!!!!!!!! :lol:


Vai scatenati anche tu! :lol:
Mi permetto solo di inserire le foto dei due fenomeni con cui ci hai voluto deliziare.. :lol:

La perla di Moratti...

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E quella della coppia Galliani-Braida...

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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda dartagnan » 23/06/2009, 12:27

Non poteva mancare, James se lo ricorderà sicuramente...finchè gioca nel Liverpool...gol come se piovesse,in Campionato, Coppa d’inghilterra, Coppe dei Campioni, dappertutto ove valesse la pena di segnare e raccontarlo.
Boniperti, per la Juve orfana di Platini, pensò a questo gallese sperando che fosse del tipo di quello che aveva giocato con lui in gioventù : John Charles.
I suoi osservatori più fidati gli dissero:- " Questo è un altro modello, ma è un acquisto sicuro"-.

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Chi è:Ian Rush arriva alla Juve nel 1987
Nel precampionato gli juventini, anche i più “Platinomani”, furono costretti a stropicciarsi gli occhi : gol da e in tutte le posizioni, neanche fosse un' edizione illustrata del ‘kamasutra’ calcistico ! :lol:

Dopo un infortunio tornò in campo con l'inizio del campionato,con il Pescara, ancora mezzo rotto; fece due gol e si ruppe del tutto tanto per far capire che le cose a metà non è bene farle. :lol:

Fu una stagione di estenuanti dentro e fuori, di bollettini medici, di speranzosi rientri e disperanti ricadute.
Gli abbonati della Juventus avrebbero potuto sostenere l’esame di anatomia senza difficoltà specialmente se li avessero interrogati sulla coscia di Rush sulla quale sapevano tutto ed alla quale accadeva di tutto.
Il mistero era che Rush stava male e giocava peggio, ma giocava, nel senso che scendeva in campo.
Certo non si potevano chiedere spiegazioni al diretto interessato che parlava l’italiano peggio di Vittorio Cecchi Gori e nonostante avesse sempre l'interprete riusciva a confonderlo parlando mezzo inglese, mezzo gallese e mezzo calabrese (che glielo insegnava Galia). :lol:

Rush inguaiato com'era segnava solo con il Pescara, che ritrovò per sua fortuna anche in Coppa Italia, poi però le occasioni di incontrare il Pescara finirono, e qua in Italia il Newcastle non c’era, c’erano l’Inter e il Milan, e non si andava in trasferta a Stanford Bridge, ma al Bentegodi e si godeva poco. :lol:

Fu un disastro.

Considerando le interviste rilasciate nell'arco dell'intera stagione, Rush avrà emesso sì e no tre o quattro suoni che potevano essere scambiati per parole in italiano e due di queste erano “non capiscio”, espressione che riusciva a storpiare in più modi di quanti Cecchi Gori riesca a sbagliare un congiuntivo regolare in condizioni di vento favorevole inferiore ai 2 metri al secondo.
Rush, oltre che non esprimersi, dava anche l’impressione di non capire, ma a luglio, sia pure spiegandosi a gesti, Boniperti lo rivendette al Liverpool dopo che l’Avvocato glielo aveva caldamente consigliato.
A quanto l’avesse rivenduto non l’ha mai voluto rivelare, neppure all’Avvocato con la "A" maiuscola, trincerandosi dietro la sua proverbiale fretta e con la scusa che “a parlare di soldi s’invecchia”.
Personalmente credo che all'Avvocato con la "A" maiuscola, che di solito cacciava i quattrini per la Juve e quindi sapeva quanto era costato, a quanto l'aveva poi rivenduto, Boniperti, non l’avrebbe raccontato neppure in presenza di un avvocato (quest’ultimo con l’a minuscola). :lol: :lol: :lol:
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Re: Fenomeni Parastatali - Bidoni e Meteore del Calcio

Messaggioda jamesmay » 23/06/2009, 13:06

oh mamma mia... :assurdox: :assurdox: :assurdox:

non gradiva la pasta e fagioli :lol: :lol:
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